Circolo Sel Minturno Via Appia, 220 tel 0771.900583

mercoledì 12 settembre 2012

SEL IN FESTA








sabato 8 settembre 2012

...e se pur fosse, meglio sparuti che spariti

Il coordinatore del Circolo SEL di Minturno, Giuseppe D'Acunto,  risponde ad un articolo apparso su minturnet.it, scaturito da considerazioni di Michele Camerota: I professionisti dell'antimafia esistono ancora


...E SE PURE FOSSE, MEGLIO SPARUTI CHE SPARITI.
Una risposta ( immeritata ? ) a Michele Camerota.

Ho letto con incredulità l’articolo di Michele Camerota su queste pagine intitolato “I
professionisti dell’antimafia esistono ancora!” nel quale attacca Claudio Fava, candidato
alla Presidenza della Regione Sicilia, e noi di SEL di Minturno, facendo un’associazione
quantomeno ardita e sicuramente fuori luogo, accusandoci di essere uno sparuto gruppo che
si produce in attacchi personali.
Ora io non so a che titolo Michele Camerota parla a nome del Partito Democratico ( e se
questo partito ha un segretario lo invito a confrontarsi serenamente con me ), ma voglio
ricordargli che il Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di Minturno – Scauri si è costituito il
10 giugno 2012 e che da allora abbiamo espresso pubblicamente e liberamente il nostro parere
politico su moltissime questioni senza mai, e ribadisco mai, trascendere in attacchi personali
verso nessuno, e non perché sono io che per libera scelta dei compagni ( gruppo meno sparuto
di quanto Michele creda o auspica ) ne porto la responsabilità, ma perché non è nel nostro
stile.
Certo ci si aspetterebbe un po’ meno arroganza e un po’ più di autocritica da parte di un
partito che ha perso, rispetto alle precedenti elezioni, un terzo dei consensi.
E, invece di speculare su una presunta e, scusa Michele ma anche alquanto sciocca, dicotomia
tra il “buon Vendola” ed il “cattivo” compagno di base di SEL, se davvero si vuole aprire
un percorso di trasparente alleanza che sia aurora di una possibile unità a sinistra, prima di
confrontarsi e concordare su sostanziali questioni concrete, qualche risposta bisognerà pur
darla : come è stato possibile per il Partito Democratico di Minturno candidare a Sindaco un
avversario politico?
Gerardo Stefanelli, contro il quale non abbiamo nulla di personale, ( ricordi che su tua
sollecitazione lo incontrammo e gli dicemmo che per noi il problema non era lui che da
sempre è in modo chiaro e inequivocabile uomo dell’UDC ? ) è Assessore Provinciale
all’Ambiente nella Giunta Cusani di cui il PD è ( era, forse, boh ) fiero oppositore.
Come si fa a chiedere, giustamente, le dimissioni del condannato per abusivismo edilizio
Presidente Cusani e accettare come capo dell’opposizione minturnese Gerardo Stefanelli visti
anche i risultati nel settore della sua delega ?
Non sono le questioni personali che dividono caro Michele ma la visione del mondo : quello
che c’è e quello che, umilmente e modestamente, si vuole provare a costruire.
E a volte la forma diventa sostanza.
Mi dispiace sinceramente che ti associ a coloro che si stanno producendo in attacchi sguaiati a
Claudio Fava.
Anche dimenticandone la dolorosa storia personale.
Attribuire a Fava, allora Segretario Regionale DS, la responsabilità della sconfitta
elettorale del 2001 è un’inqualificabile bassezza. E’ come se io oggi attribuissi a Bersani la
responsabilità di aver salvato Giulio Andreotti dalla galera con un voto parlamentare, o la
responsabilità di averci regalato il ventennio berlusconiano per non aver fatto la legge sul
conflitto d’interesse quando si poteva o aver concesso addirittura a Berlusconi la patente di
statista con una Commissione Bicamerale Costituente, ecc. ecc.
Ma forse questi attacchi a testa bassa da parte di chi vuole giustificare la propria alleanza
in Sicilia con il partito che fu di Cuffaro e l’appoggio dato alla sconcia maggioranza di
Lombardo con la scusa che si sono messi un’abitino nuovo per coprire le vecchie vergogne
sono un buon auspicio : Claudio Fava può vincere !
E questa vittoria darebbe fiato alla speranza di cambiamento dei siciliani e forse, e qui mi
permetto un’associazione, potrebbe dare gambe anche alla nostra speranza a Minturno

giovedì 6 settembre 2012

Non si può toccare il fondo



Pubblichiamo la lettera che Nichi Vendola ha inviato ai Segretari di Partito Angelino Alfano, Pierluigi Bersani, Pier Ferdinando Casini, Antonio Di Pietro e Gianfranco Fini, riguardo alle possibili prospezioni nel mare di Puglia.
“Gentili Onorevoli,
mi rivolgo a voi a nome di tutti i pugliesi, per esprimervi un desiderio che è comune a tutte le forze politiche e a tutti i cittadini della mia regione: noi non vogliamo che il nostro mare venga oltraggiato dalla presenza opaca e inquinante di interessi legati alle lobbies del petrolio, noi non vogliamo né oggi le prospezioni geofisiche sui fondali adriatici né domani le trivelle con il loro impatto devastante. Le Isole Tremiti sono una gemma del nostro Mediterraneo, il mare è la nostra principale ricchezza, la biodiversità è il nostro petrolio intelligente e pulito, il turismo e la pesca sono tra le nostre più importanti vocazioni. Chiedo a voi, per la responsabilità che vi compete, di assecondare una iniziativa parlamentare che inibisca e fermi la catena delle autorizzazioni alla ricerca di un greggio che noi non desideriamo e che consideriamo una minaccia. Siamo la regione che contribuisce in maniera più cospicua al sostentamento energetico dell’intero sistema Paese, siamo diventati i primi produttori nazionali di energia da fonte rinnovabili: e quindi la Puglia non è la regione dei “no” ideologici e preconcetti. Ma il petrolio proprio no, è una tentazione volgare di chi pensa che la natura sia solo una immensa discarica o una miniera da cui estrarre ricchezza con svagata irresponsabilità. Occorre che questo nostro desiderio, in cui si riconosce l’intera società pugliese, e che è scientificamente ed economicamente fondato e argomentato, possa varcare la soglia della massima assemblea legislativa. Noi non siamo affetti dalla sindrome del “non nel mio giardino”: vorremmo semplicemente trasferire alle future generazioni l’azzurro e il verde del nostro mare, la straordinaria ricchezza dei nostri eco-sistemi, l’incanto di un’isola che oggi è un’oasi di pace e ci chiede solo rispetto e amore”.
Nichi Vendola

sabato 1 settembre 2012


 29/08/2012 – “LA STAMPA” intervista a Vendola
"...noi ci candidiamo al governo del Paese, non ad essere il miglior perdente".
Amedeo Lamattina
Roma

Bersani, tra Casini e Vendola, sceglie Vendola, cioè lei: una mossa tattica o è veramente finita la prospettiva di unire progressisti e moderati?

«Non credo che sia una mossa tattica. Sono molto contento di come Bersani abbia tradotto un concetto politico, cioè la ricostruzione del campo dei progressisti sulla base di rapporti di lealtà e stima reciproche. Per me è la conferma umana e politica di una persona intellettualmente onesta e leale. Prima c’era una rappresentazione dell’equidistanza, come se io e Casini fossimo il peso e il contrappeso che teneva in equilibrio l’asse del Pd. Ora Bersani rovescia questo schema e dice che Sel e Pd stanno ridefinendo un programma e una speranza collettiva».

Sì, ma poi dovrete avere i numeri per governare e magari quelli dell’Udc vi serviranno.

«Non abbiamo bisogno di furbizie elettorali. Dobbiamo essere seri con gli elettori: dobbiamo presentarci con un programma chiaro e quello di Bersani è incompatibile con quello di Casini, per il quale dopo Monti c’è Monti. Il Grande Centro e la Cosa Bianca sono falliti, e Casini risponde agganciando Monti come una sublime compensazione. Bersani dice cose differenti, come il ripristino della politica, il primato del lavoro, la rinegoziazione con Bruxelles, perché non siamo di fronte alle tavole della legge, non c’è Mosè a Bruxelles».

Ma scusi, se è tanto d’accordo con Bersani perché si candida contro di lui alle primarie? L’avversario comune è Renzi.

«Le primarie devono essere vissute come l’occasione per rifondare la sinistra del futuro. Renzi esprime una posizione di innovazione anagrafica, ma di sostanziale conservatorismo politico e sociale. E’ personaggio fascinoso, un bravo sindaco, ma credo sia molto suggestionato dalle luci abbaglianti della politica-spettacolo. Il fatto che Bersani si sia spostato a sinistra non lo vedo come un’insidia, ma come un fattore positivo. L’idea che per vincere devi denigrare è un’idea barbarica. Noi stiamo costruendo la casa comune, non la mia carriera: una casa ecosostenibile e non una piccola galera».

Farete un listone Sel-Pd? È vero che ha litigato con Bertinotti su questo?

«Diverbio totalmente inventato. Il listone è fantapolitica».

Non crede che l’elettorato del suo partito, Sel, potrebbe vedere male una rottura con Di Pietro e l’area che guarda a Grillo?

«Non vedo questo rischio. Intanto abbiamo un dovere di aprire una battaglia a viso aperto contro i populismi e qualunque forma di rappresentazione manichea della realtà. Bisogna recuperare alla politica un ruolo educativo. Se la politica perde le grandi narrazioni finisce per nutrirsi di piccoli virulenti rancori e odii. Nella ridefinizione del campo progressista non c’è una porta chiusa ad altre forze che si pongono in maniera alternativa alla stagione della destra e del montismo. L’Idv può ritrovare il proprio posto nel centrosinistra, e tutte le forze di sinistra devono porsi il problema di un’agenda di governo. Lo dico a Rifondazione comunista, che mi chiede di rimettere in piedi il fronte degli antagonisti: noi ci candidiamo al governo del Paese, non ad essere il miglior perdente. Il tema vero che si pone anche in Italia, ed è questo il senso del dialogo forte tra me e Bersani, è aprire la strada per ricostruire una nuova grande sinistra che combatta per cambiare l’Europa che si sta avvitando su meschini nazionalismi. Noi, che siamo innamorati dell’utopia di Altiero Spinelli ed europeisti fino al midollo, diciamo che l’Europa ha bisogno della sinistra».

Lei ormai parla come un socialista europeo.

«Parlo come uno che pensa che la difesa del Welfare e dei diritti di libertà si possano e si debbano fare su scala continentale. La realtà fa irruzione sulla scena pubblica. E’ apparsa col volto austero della Corte europea, che ha bocciato la crudeltà della legge su fecondazione assistita. La realtà fa irruzione con la drammaticissima protesta dei minatori del Sulcis, con la necessità di rimettere al centro la questione del lavoro che c’è e che non c’è, della gigantesca questione sociale che colpisce i consumatori e il ceto medio basso. Occorre riconoscere i diritti delle coppie gay, recuperare allo Stato il ruolo di garante dei diritti di tutti. È necessario rivedere la riforma previdenziale, prodotto della sciatteria e della sicura ideologia dei salotti liberisti, preparare un piano straordinario di messa in sicurezza del territorio...».

Si fermi. È chiaro che lei condivide l’accusa di fascista lanciata da Bersani a Grillo.

«Bersani ha esercitato il diritto alla legittima difesa, ma dobbiamo sottrarci alla tentazione della ritorsione polemica. Meglio parlare di contenuti. Grillo ha bisogno di essere tenuto in vita da un meccanismo di guerra civile simulata. Alcuni suoi argomenti sono classicamente di destra. Il populismo è una semina che dà frutti avvelenati».

lunedì 27 agosto 2012

LA CATTIVA POLITICA E LA MARGINALIZZAZIONE DI UN TERRITORIO


Minturno, 18 agosto 2012

COMUNICATO STAMPA

LA CATTIVA POLITICA E LA MARGINALIZZAZIONE DI UN TERRITORIO

L’ipotesi di cancellazione della provincia di Latina e la certezza dell’accorpamento della sezione staccata di Gaeta al Tribunale di C assino, raccontano della perdita di peso e di influenza di un territorio.
La questione non è campanilistica.
Se un territorio, per responsabilità della cattiva politica che lo governa, non è capace di fare sistema, non è neanche capace di attrarre investimenti - pubblici e privati – con inevitabili conseguenze negative sulla qualità della vita delle persone già duramente colpite dalla crisi economica.
Non comprendiamo la gioia espressa dall’assessore Aldo Forte per l’accorpamento di Gaeta al  Tribunale di Cassino con il conseguente stravolgimento delle aree di competenza delle Procure di Latina e di cassino.
Se il principale elemento discriminante per la non soppressione dei tribunali, era la presenza delle organizzazioni criminali, allora bisognava condurre una dura battaglia per l’istituzione di un Tribunale a Gaeta (o come dice qualcuno a Formia: “Qui la camorra non è un problema.”?)
Ma forse è chiedere troppo alla parte politica dei Forte, padre, figlio e affini.
E intanto, nonostante le presenze turistiche siano calate ad un livello pericoloso per la tenuta economica di molte imprese ed esercizi che di turismo vivono, i rifiuti e il mare sporco, sono gli elementi caratterizzanti il panorama del comune di Minturno (ci mancavano pure le “mummie” sulla spiaggia per farci pubblicità?...).
Sulla pessima gestione dei rifiuti, l’assessore al ramo ha messo le mani avanti dicendo che l’amministrazione è in carica solo da pochi mesi.
L’argomento non è convincente.
Ci pare che l’assessore Lepone, prima del Commissario prefettizio, oltre ad essere assessore, fosse il vicesindaco e che, l‘attuale vicesindaco, fosse addirittura il sindaco.
Ci fermiamo qui con le genealogie politiche tanto è nota l’antica continuità di malagestione.
Per quanto attiene il secondo argomento, eravamo confortati dall’avere in Consiglio Comunale, addirittura l’assessore provinciale all’ambiente.
Per ora abbiamo visto solo molte – giuste – polemiche per una cambiale elettorale da circa 15.000 Euro ad una cooperativa di giovani, una severa presa di posizione contro le “bancarelle” abusive sul lungomare e insostenibili richiami ai dati dell’ARPA sulla qualità delle acque del golfo.
Si vola molto basso.
Non rintracciamo un minimo di visione complessiva ed integrata sulla gestione del turismo, del commercio, del disinquinamento, dei rifiuti.
Dal Partito Democratico che, giustamente, chiede le dimissioni del condannato per abusivismo presidente della provincia Cusani, vorremmo una parola di autocritica per aver candidato a sindaco di Minturno un assessore dello stesso Cusani (peratro attualmente in carica) e una protesta quando la stampa definisce Gerardo Stefanelli “vero capo dell’opposizione” a seguito della sua nomina a presidente della Commissione Comunale Trasparenza.
Ci auguriamo che i cittadini di Minturno prendano atto della necessità di un radicale mutamento della gestione della cosa pubblica che faccia giustizia di ambiguità e palesi incompetenze.

Il Coordinatore
Giuseppe D’Acunto

lunedì 6 agosto 2012

Disinquiniamo il Golfo di Gaeta



Disinquiniamo il Golfo di Gaeta.
Questo sarà il tema politico della festa di piazza di SEL del 15 e 16 settembre 2012.

Se da alcuni anni assistiamo ad un sempre crescente calo delle presenze turistiche estive
(quelle di altri periodi purtroppo sono trascurabili a causa dell’insipienza politica e imprenditoriale dei nostri decisori) crediamo che il motivo vada ricercato soprattutto
nell’inquinamento, ormai evidentissimo, delle acque del Golfo di Gaeta.
A questo punto il tema è ineludibile e pertanto lo abbiamo messo al centro della nostra festa
di piazza che terremo in data 15 e 16 settembre prossimi in Piazza Rotelli a Scauri durante
la quale, nel primo giorno, terremo un dibattito che vedrà la partecipazione, tra gli altri, di
Filiberto Zaratti, Consigliere Regionale di SEL e già Assessore Regionale all’Ambiente nella
passata legislatura e autore della Delibera Regionale per l’istituzione dell’area sensibile nello
specchio di mare antistante Gaeta.
A nostro avviso il mare è il principale volano di sviluppo dell’intero comprensorio e lasciarlo
nelle condizioni in cui è significa condannare l’intera zona ad un inevitabile declino.
E’ stato calcolato che la perdita di attrattività della nostra città si è tradotta in un calo di
almeno il 30% delle presenze a Luglio rispetto ad un già pessimo Luglio 2011. Un tracollo.
Questa situazione non è il frutto di un destino ineluttabile ma è il risultato di scelte politiche
scellerate che non hanno mai preso in seria considerazione il problema ma, anzi, così come
per altre importanti questioni, hanno creduto di guadagnarsi il consenso nascondendo i
problemi ed assecondando le peggiori tendenze.
Chi si nasconde dietro il dito delle analisi “in regola” dell’ARPA o chi, in bello stile, continua
a dire che “l’acqua del mare si può bere” si comporta come la massaia stupida che nasconde
la polvere sotto il tappeto manifestando tutta la propria incapacità o, peggio, tutta la propria
mala fede.
Il problema è tale da meritare un’altra risposta; una risposta seria che sappia mettere
in proficua comunicazione le esigenze di chi con il mare lavora – stabilimenti balneari,
commercianti, pescatori – e chi il mare lo fruisce – cittadini, turisti – nell’ambito di una
visione generale dello sviluppo del territorio che non dimentichi il retroterra, la rete dei
Parchi Naturali, il Comprensorio Termale.
Stiamo predisponendo una nostra proposta, che a breve presenteremo, di valenza non
solo politica ma anche tecnico-scientifica da sottoporre, discutere e confrontare con tutte
le categorie e gli Enti interessati : Associazioni dei proprietari di stabilimenti balneari,
Associazioni dei Commercianti, Cooperative di pescatori, Associazioni di cittadini, Autorità di
bacino dei fiumi che sfociano nel Golfo e tutte le altre Istituzioni competenti.

Il coordinatore del Circolo
Giuseppe D’Acunto

venerdì 3 agosto 2012

L’UdC è fuori dal campo del centrosinistra


E’ assolutamente paradossale il dibattito che si è aperto in queste ore: si parla e ci si agita per un accordo tra Udc e Sel, di trattativa tra Vendola e  Casini, e così via. Paradossale perché nulla di tutto ciò corrisponde alla realtà.

Mentre anzi dall’UdC vediamo che l’on. Binetti legge nell’avvio di una discussione tra PD e SEL la scelta di discriminare i cattolici: davvero curioso e sconcertante che si parli  – in un Paese nel quale può capitare che un omossessuale venga aggredito per la strada e nel quale la politica è troppo spesso sottoposta ad una certa cappa confessionale – di discriminazione dei cattolici.

Per noi un governo di alternativa non può prescindere dal riconoscimento di pieni diritti per tutti,a cominciare dal matrimonio per le coppie gay.

Addirittura l’on. Adornato, che si concentra sulle politiche sociali ed economiche, si dice disposto ad un rapporto con Vendola a patto che SEL sottoscriva l’agenda Monti: se lo puo’ scordare.

Per uscire dalla crisi e per salvare l’Europa è necessario rinegoziare i trattati e lavorare per la redistribuzione della ricchezza e per la crescita, segnando una discontinuità con l’esperienza del governo tecnico.

Insomma, come si vede, l’UdC è fuori dal campo del centrosinistra.


C’è un documento programmatico di Sinistra Ecologia Libertà che mette in chiaro il nostro

orizzonte di cambiamento e di alternativa. E’ con questo che invitiamo tutti a confrontarsi nel merito

delle questioni che interessano il Paese.

Nicola Fratoianni


(FONTE:  http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli/ludc-e-fuori-dal-campo-del-centrosinistra/)